L'avv. Alexandro Maria Tirelli è nato a Napoli il 30 luglio del 1970, nasce in una famiglia con una naturale e profonda vocazione ai rapporti con le culture dei Paesi dell'area Iberica e Latino Americana. Per questo sviluppa l'idea di costituire uno studio legale moderno, dinamico e specificamente orientato ai problemi penali e dell'investimento da e verso queste aree, avvalendosi di una equipe di seri professionisti specializzati nei diversi rami del diritto. L'avv. Tirelli è inoltre uno studioso del diritto penale ed esercita la professione, vantando non pochi successi nelle aule giudiziarie.

Da parte materna, l'avv. Tirelli discende da una antica famiglia di armatori amalfitani, gli Anastasio, i quali intrattennero e svilupparono un'importante trama di rapporti commerciali con numerose realtà economiche e marinaresche del Sud della Spagna e del Portogallo,.
Da parte paterna, invece, l'avv. Tirelli è discendente diretto di una famiglia portoghese di navigatori ed esploratori..

Un dato imprescindibile per comprendere l'uomo ed il professionista: l'avv. Tirelli è un profondo conoscitore della realtà sociale, politica e culturale del Sud America, avendo egli vissuto in quel continente la maggior parte della propria esistenza, al seguito della propria famiglia che lì svolgeva i suoi affari. Per tale motivo, egli parla correntemente e perfettamente, oltre alla lingua italiana ed a quella portoghese, anche lo spagnolo castigliano e l'inglese.

Anni di vita trascorsi tra Rio de Janeiro, Sao Paulo, Caracas e New York hanno profondamente inciso sulle scelte professionali di Alexandro Maria Tirelli, il quale ha comunque completato i suoi studi ed il suo cursus honorum in Italia, diplomandosi dapprima al Liceo Classico "Massimo D'Azeglio" di Torino - palestra intellettuale di numerosi pensatori italiani -, laureandosi in seguito in Giurispudenza presso l'Università degli studi di quella stessa città, ed ottenendo poi un Master in Diritto dell'Economia e dell'Impresa presso l'Università "Carlo Cattaneo" di Castellanza, in provincia di Varese.
Oggi Alexandro Maria Tirelli è iscritto nell'albo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, del Distretto di Corte d'Appello di Napoli, ed esercita la professione forense quale avvocato penalista, dopo avere svolto un biennio di praticantato presso lo studio legale del vice presidente della Camera Penale del Foro di appartenenza, l'avv. Antonio Cesarano.

La scelta di fondare il proprio studio legale è stata un'iniziativa, studiata e realizzata dall'avv. Tirelli, al fine di fornire alla comunità straniera residente in Italia, il necessario orientamento in campo giuridico in materia civile e penale, e garantendo, ove necessario, anche la difesa processuale

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AVVOCATO PENALISTA | DIRITTO PENALE INTERNAZIONALE

Le pene principali per il delitti sono: 
a)l’ergastolo (art. 22 c.p.): consiste nella privazione della libertà personale per l’intera durata della vita del soggetto. La pena è “perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno. Il condannato all’ergastolo può essere ammesso al lavoro all’aperto”
b) reclusione (art. 23 c.p.): consiste nella privazione della libertà personale per un determinato periodo di tempo stabilito dal Giudice in sentenza di condanna a seconda del reato commesso. La norma prevede espressamente che “la pena della reclusione si estende da quindici giorni a ventiquattro anni, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno. Il condannato alla reclusione, che ha scontato almeno un anno della pena, può essere ammesso al lavoro all’aperto”. L’esecuzione della reclusione è disciplinata dalla legge sull’Ordinamento penitenziario (L. 354/75) che, tra le altre cose, prevede l’esecuzione della pena nelle case di reclusione e l’obbligo del lavoro e l’isolamento notturno. 
Sono previste alcune cause di differimento dell’esecuzione della reclusione. In alcuni casi, come ad esempio in presenza di una donna incinta o che ha partorito da meno di sei mesi, di persona affetta da HIV in casi particolari, il differimento è obbligatorio. E’ invece facoltativo se è stata presentata domanda di grazia, se il soggetto si trova in condizioni di grave infermità fisica e se la donna ha partorito da più di sei mesi e da meno di un anno e non vi è modo di affidare il figlio ad altro che alla madre (art. 147 c.p.).
c) arresto (art. 25 c.p.): Sulla base di quanto disposto dalla norma “si estende da cinque giorni a tre anni, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati o in sezioni speciali degli stabilimenti di reclusione, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno. Il condannato all’arresto può essere addetti a lavori anche diversi da quelli organizzati nello stabilimento, avuto riguardo alle sue attitudini e alle sue precedenti occupazioni”. Si differenzia dalla reclusione riguardo alla disciplina della semilibertà.
d) multa (art. 24 c.p.): è la pena pecuniaria previsti per i delitti che “consiste nel pagamento allo Stato di una somma non inferiore a lire diecimila, né superiore a dieci milioni. Per i delitti determinati da motivi di lucro, se la legge stabilisce soltanto la pena della reclusione, il giudice può aggiungere la multa da lire diecimila a lire quattromilioni”.(con l’entrata in vigore dell’euro, la multa va da un minimo di 5 euro a un massimo di 5.164 euro).
e) ammenda (art. 26 c.p.): è la pena pecuniaria previste per le contravvenzioni. Secondo quanto disposto dalla norma “consiste nel pagamento allo Stato di una somma non inferiore a lire quattromila né superiore a lire due milioni” (con l’entrata in vigore dell’euro, l’ammenda va da 2 euro a 1.032 euro).
Per la multa e l’ammenda, in presenza di determinate condizioni economiche del reo, qualora il Giudice ritenga che la misura massima sia inefficace o che quella minima sia troppo gravosa, può aumentare e/o diminuire la misura fino al triplo.
La Legge 274/2000 (attributiva al Giudice di Pace della competenza penale) ha previsto, per i casi di competenza del Giudice di Pace, una sostituzione delle pene sanzionatorie: le pene privative della libertà sono quindi state sostituite con delle sanzioni alternative che sono:obbligo di permanenza domiciliare (da eseguirsi, salve specifiche esigenze del condannato, nei giorni di sabato e domenica per un periodo di tempo non inferiore a 6 giorni né superiore a giorni 45); prestazioni di lavoro di pubblica utilità (non retribuito, per un periodo non inferiore a 10 giorni e non superiore a sei mesi).

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